Acqua, energia, ambiente: la smart city inizia dalla buona gestione delle risorse

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La smart city, città nuova o futuristica?

Tutti hanno almeno sentito parlare dei due progetti più emblematici di questa visione:
  • Masdar, città nuova dell’emirato di Abu Dhabi: in costruzione nel pieno deserto dal 2008, questa “eco-città” si estende in realtà su soli 6,5 ettari (senza contare i 22 ettari del parco fotovoltaico che la alimenta). Doveva originariamente accogliere 50 000 abitanti all’orizzonte 2030, una cifra rivista al ribasso da allora (40 000).
  • Songdo, nuovo quartiere della città di Incheon in Corea del Sud: in costruzione dal 2003 su 610 ettari, Songdo ha accolto i suoi primi abitanti a partire dal 2008 e dovrebbe a termine contarne 65 000.
Vi si può aggiungere il progetto di trasformazione del quartiere di Quayside a Toronto dove, su 324 ettari, Alphabet (ex-Google) prevedeva di dispiegare le innovazioni urbane della sua filiale Sidewalk Labs, prima di gettare la spugna nel maggio 2020, a causa della crisi economica, ma anche di una vivace opposizione degli abitanti di Toronto.

Acqua, energia : smart-city gestione delle risorse

Ancora una decina di anni fa, il concetto di smart city rimandava a immagini di città costruite interamente da zero e che utilizzavano, di conseguenza, il non plus ultra delle tecniche e tecnologie in tutti i domini.

Al tempo stesso laboratori e vetrine tecnologiche, queste costose operazioni “allo stato dell’arte” sono state concepite dai loro promotori come modelli destinati a essere riprodotti. Per quanto esemplari e virtuose si prefiggano di essere, stentano tuttavia ad acquisire lo status di città, tanto a livello locale (non si fanno a spintoni per installarsi, per ragioni di costo, ma non solo…) quanto dal nostro punto di vista di Europei. Ai nostri occhi, manca loro lo spessore storico e culturale nonché il radicamento territoriale che caratterizzano la nostra concezione della città e dell’urbanità. Questa concezione, meno tecnologica che sociale e patrimoniale, spiega perché sia così difficile, in particolare in Francia, demolire per ricostruire da nuovo al di là di un isolato. Spiega anche perché, 60 anni dopo la loro creazione, Marne-la-Vallée, Melun-Sénart ed Evry siano ancora considerate città “nuove”!
 
Consapevoli delle sfide future, i Francesi non aspirano all’immobilismo per questo. Testimoniando gli immaginari all’opera in una popolazione urbana per oltre il 75%, la notevole inchiesta dell’ObSoCo sulle “prospettive utopiche” (2019) sottolinea il rifiuto delle visioni “tecno-liberale” e “securitaria”, che raccolgono rispettivamente il 15,9% e il 29,5% dei suffragi, e l’adesione alla visione “ecologica” (54,6% dei suffragi).

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La smart city, anzitutto una città "sostenibile"

Non partendo da una pagina bianca, le città del vecchio continente si impegnano a trasformarsi e a reinventarsi a partire da ciò che sono per far fronte alle sfide che ci si presentano. Queste sfide sono energetiche, climatiche e ambientali, ma anche sociali ed economiche. Così, nell’accezione europea, la smart city non è tanto una città “iperconnessa”, innervata e governata dal digitale, quanto una città ripensata in una prospettiva sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale. Mobilita a tal fine non solo il meglio della tecnologia, ma anche un certo numero di pratiche volte a rafforzare l’inclusività, la vita democratica e il tessuto economico.
 
Questo triplice orientamento traspare chiaramente nello studio pubblicato nel 2014 dal Parlamento europeo che identificava 240 “città intelligenti” all’interno dell’UE basandosi sulle loro azioni e progetti in uno o più dei seguenti domini:
  • Cittadinanza: informazione del cittadino, accesso ai dati e ai servizi della città.
  • Qualità della vita: vita locale, vita dei quartieri, coesione sociale, diversità etnica e culturale.
  • Mobilità e trasporti: gestione del traffico, trasporto “dolce”, auto e biciclette condivise, riduzione dell’inquinamento, gestione della multimodalità e del parcheggio…
  • Economia: incubatori d’imprese, spazi di coworking, polo di competitività, sviluppo delle TIC…
  • Ambiente ed energia: edifici positivi, gestione e valorizzazione dei rifiuti, controllo dei consumi di acqua ed energia, sviluppo delle energie rinnovabili, filiere corte…
  • Governance: democrazia partecipativa/collaborativa, voto elettronico, open data…
Non si tratta di contrapporre i modelli, con da un lato la visione tecnicista e meccanicista della città promossa dagli attori industriali attraverso i loro prototipi, e dall’altro quella di una città organica e umanista. L’idea guida del concetto di smart city, e di tutti gli approcci intrapresi dalle città che se ne rivendicano, è che il digitale permetterà, in un modo o nell’altro, di apportare risposte più intelligenti, più ingegnose, meno onerose, più coordinate, alle sfide urbane dei prossimi decenni.

 

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Rendere le reti intelligenti per preservare le risorse

In un contesto di crescita urbana molto minore rispetto ai paesi emergenti e in via di sviluppo, le città del vecchio mondo (e le città antiche in generale) sono tutte confrontate alla necessità di controllare dall’inizio alla fine le risorse idriche ed energetiche, sia per economizzare queste risorse stesse che per ridurre i costi di esercizio delle infrastrutture e delle reti che ne assicurano la distribuzione. Ora queste infrastrutture sono state concepite con arte certamente, ma in un’epoca in cui nessuno pensava seriamente che queste risorse vitali potessero esaurirsi e venire a mancare. In Francia ad esempio, le reti idriche hanno tutte tra i 50 e i 150 anni.
 
Queste reti vetuste devono essere modernizzate ed è tanto più indispensabile in quanto il 20% al 30% dell’acqua scompare tra il luogo di produzione e quello dove arriva al rubinetto. Ciò significa che si produce ad alto prezzo acqua di qualità sanitaria che si perde letteralmente nella sabbia perché le condutture non sono più in buono stato e non si riesce a localizzare le perdite e gli altri punti di debolezza. Questo spreco di acqua (e di energia) ha ovviamente un impatto al rialzo sulla bolletta dell’acqua/fognatura delle famiglie e delle aziende. Si capisce perché, in tutto il mondo, i comuni e le strutture intercomunali si attacchino alla modernizzazione delle loro reti idriche e fognarie.
 
Questa modernizzazione si intende necessariamente con i mezzi tecnologici di oggi ed è precisamente per accompagnare gli attori locali in questa trasformazione che NOMADIA è partner di SUEZ SMART SOLUTIONS. Forte di 250 esperti nel mondo, questa filiale del Gruppo Suez è specializzata nelle soluzioni di raccolta dati (contatori comunicanti, sensori, sonde) volte ad alimentare modelli digitali e applicazioni in tempo reale che permettono alle collettività di evolvere verso un uso ragionato delle risorse e una resilienza in tempo di crisi.
 
“La soluzione Opti-Time di NOMADIA è il cuore di questa partnership, spiega François Moreau, direttore commerciale di SUEZ SMART SOLUTIONS. Utilizzata da circa 4 000 tecnici e pianificatori di Suez, permette di ottimizzare gli interventi sul campo, che si tratti della fase di equipaggiamento di una rete con sensori e contatori comunicanti, o della fase di esercizio per assicurare la manutenzione di questi equipaggiamenti. Opti-Time si inscrive perfettamente nelle risposte che elaboriamo per i nostri clienti, in particolare per la sua capacità di integrare nel calcolo dei giri i vincoli specifici al mondo dell’acqua. Rispondendo insieme alle consultazioni, siamo in grado di garantire una pianificazione ottimale degli interventi tecnici e quindi una gestione globale meno costosa.”
 
SUEZ SMART SOLUTIONS e NOMADIA hanno già risposto insieme a diverse consultazioni, in Francia come a livello internazionale. Dovremmo quindi avere presto bei progetti da presentarvi!

Domande frequenti

FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia

Perché scegliere Nomadia?

Primo editore francese di soluzioni SaaS di Smart Mobility, Nomadia accompagna ogni giorno più di 175 000 professionisti sul campo. Le nostre soluzioni sono semplici da utilizzare, rapide da implementare e garantiscono un ritorno sull’investimento importante e immediato.
Forti dell’expertise di un editore-integratore e di una società di consulenza, i team di Nomadia vi forniscono un accompagnamento su misura, dalla consulenza sui dati al deployment di terminali mobili. Infine, il nostro supporto tecnico è a vostra disposizione 24h/24, 7 giorni su 7.

A chi si rivolgono le soluzioni Nomadia?

Le soluzioni Nomadia accompagnano la trasformazione digitale di tutti i professionisti itineranti: commerciali sul campo, autisti-corrieri, tecnici, auditor, personale sanitario, diagnosticatori, fornitori di servizi, addetti ai controlli, periti…
 
PMI e grandi aziende, le nostre soluzioni si adattano a tutte le dimensioni d’impresa e a tutti i settori di attività.

È possibile gestire più magazzini o depositi?

Sì, la nostra soluzione permette di gestire più magazzini o depositi. Centralizza i dati e ottimizza i giri o gli interventi per ciascuno di essi.

Esiste un limite al numero di punti nelle ottimizzazioni?

No, non esiste un limite rigido al numero di punti nelle ottimizzazioni. La nostra soluzione è in grado di gestire grandi quantità di punti e calcolare rapidamente itinerari ottimizzati.

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