Padroneggiate i vostri criteri ESG?

4 dicembre 2024 • Tempo di lettura: 2 min

Immagine di Lucie Monnot
Lucie Monnot

Responsabile Content Marketing

I criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno sempre più peso nella determinazione del valore di un’azienda. Pilastri del reporting extra-finanziario, questi criteri ESG sono anzitutto preziosi strumenti strategici per qualsiasi azienda desiderosa di performare in modo responsabile e sostenibile. Occorre ancora scegliere i criteri giusti ed essere capaci di misurarli in modo appropriato…

Sommaire

Banque Finance et Assurance

Criteri ESG: perché la vostra azienda è interessata

La redditività finanziaria ha cessato di essere l’unico criterio per misurare la performance e il valore di un’azienda. Incluso per gli investitori, la performance si intende ormai in modo globale e abbraccia, al di là della dimensione finanziaria, gli aspetti ambientali, sociali e di governance, materializzati dai criteri ESG. Secondo uno studio di PwC pubblicato nel 2023, il 56% degli investitori ha già interrotto una transazione per ragioni legate ai criteri ESG e il 69% considera che questi criteri facciano parte delle priorità per creare valore nella propria strategia di investimento. Al di là del caso particolare degli investitori, i criteri ESG rivestono un’importanza crescente nell’apprezzamento che le ONG e le organizzazioni sindacali portano sulle aziende. Riflettendo l’impegno e i comportamenti etici dell’azienda, hanno anche un’incidenza sulla sua capacità di attrarre e trattenere i migliori collaboratori.
 
Dal 2017, per trasposizione della direttiva europea del 2014, la presa in considerazione dei criteri ESG si traduce in Francia con l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di performance extra-finanziaria (DPEF) a cui sono assoggettate:
  • le società quotate che realizzano più di 40 milioni di euro di CA e/o impiegano più di 500 dipendenti;
  • le società non quotate che realizzano più di 100 milioni di CA e/o impiegano più di 500 dipendenti.
Entrata in vigore il 1° gennaio 2024, la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) viene a rafforzare il quadro di questo reporting non finanziario, il suo obiettivo essendo di armonizzare le informazioni pubblicate dalle aziende europee in materia di sostenibilità a fini di trasparenza e comparabilità. La direttiva estende anche l’obbligo di reporting extra-finanziario a nuove categorie di aziende, secondo il calendario seguente:
Se in modo diretto il testo mira solo alle aziende di 250 dipendenti e alle PMI quotate, riguarda indirettamente un gran numero di PMI, poiché le aziende che rientrano nel suo campo di applicazione devono comunicare informazioni sull’insieme della propria catena di valore. In altre parole, se siete una PMI, i vostri clienti, committenti e fornitori sono sempre più suscettibili di chiedervi di fornire dati che permettano loro di calcolare indicatori relativi ai loro criteri ESG.
  • Che siate una PMI, una ETI o una grande azienda, la capacità di produrre i dati che dimostrano che la vostra azienda opera in modo responsabile e sostenibile diventa una condizione di accesso a certi mercati.
  • Disporre di questi dati permette a qualsiasi azienda di orientare la propria strategia in modo da conciliare sfide economiche, ambientali e sociali.

Scegliere i criteri ESG pertinenti

Commercial Prospecting Definition, Methods, and Tools
L’elenco, non esaustivo, qui di seguito mostra che il perimetro teorico dei criteri ESG è estremamente vasto.
Non si tratta per ogni azienda di rendicontare in tutti questi domini, ma di selezionare i temi pertinenti per essa a causa della natura delle sue attività e dell’impatto ambientale, sociale ed economico delle sue pratiche.
La determinazione dei criteri pertinenti per ogni azienda rientra in un’analisi di doppia materialità. L’analisi della materialità semplice (o materialità finanziaria) si limita alla valutazione dell’impatto dei temi ESG sulla performance finanziaria e il valore economico dell’azienda. È giudicata insufficiente dal legislatore poiché non rende conto degli effetti dell’attività dell’azienda sull’ambiente, le parti interessate e la società in senso lato. È la ragione per cui l’analisi della materialità semplice si accompagna da un’analisi della materialità d’impatto che mira a identificare le problematiche ESG con conseguenze significative, reali o potenziali, sulle persone e l’ambiente, tanto nell’azienda stessa quanto a monte e a valle della sua catena di valore.
Nell’intento del legislatore europeo, i criteri adottati al termine di questa doppia analisi devono permettere all’azienda di spiegare nella propria dichiarazione di performance extra-finanziaria al contempo:
  • come il suo valore finanziario è suscettibile di essere impattato da fattori ambientali, sociali e/o di governance;
  • come le sue attività influenzano o sono suscettibili di influenzare il proprio ambiente e la società;
  • le azioni messe in atto per ridurre gli impatti negativi e massimizzare i contributi positivi dell’azienda alla «transizione socialmente giusta verso un sistema economico sostenibile» propugnata dal patto verde per l’Europa.

Tradurre i criteri ESG in indicatori: il ruolo cruciale della data

Per diffondere le informazioni più pertinenti riguardo alle proprie attività e rispondere alle aspettative delle proprie parti interessate, le aziende soggette all’obbligo di reporting extra-finanziario utilizzano referenziali di reporting internazionali.
 
Le linee guida e le norme fornite da questi referenziali permettono di assicurare una certa standardizzazione delle informazioni comunicate, indispensabile per comparare le aziende tra loro. Secondo uno studio del Medef realizzato nel 2023, i referenziali più utilizzati sono quelli della Global Reporting Initiative (GRI), utilizzato dal 57% delle aziende, e quello del Sustainability Accounting Standards Board (SASB), utilizzato nel 39% dei casi.
 
In un’ottica di convergenza dei reporting ESG, l’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG) ha pubblicato nel 2023 un corpus di norme (European Sustainability Reporting Standards, ESRS) che dovrebbe essere adottato da un numero crescente di aziende. A tal fine, l’EFRAG ha previsto di pubblicare declinazioni settoriali delle ESRS nel 2025.
Geocoding address data analysis display optimization
Oltre alle informazioni testuali che espongono la visione strategica dell’azienda in materia di sviluppo sostenibile e gli obiettivi specifici che si pone per migliorare la propria performance ESG, il reporting extra-finanziario deve presentare indicatori numerici che permettano di oggettivare le dichiarazioni dell’azienda. Che obbediscano a standard esistenti o siano elaborati dall’azienda stessa, questi indicatori si basano su dati, dati che occorre essere capaci di raccogliere e trattare in modo affidabile e verificabile. Questo punto è cruciale poiché la disponibilità e l’affidabilità dei dati sorgente condizionano in gran parte la validazione delle dichiarazioni di performance extra-finanziaria da parte di un organismo terzo indipendente, obbligatorio nell’ambito della CSRD.
 
È anche dalla qualità dei dati sottostanti che dipende il punteggio ESG dell’azienda. Questo indicatore sintetico è un voto da 0 a 100 calcolato dalle agenzie di rating extra-finanziario che distinguono così i buoni e i cattivi elementi in materia di sostenibilità e responsabilità sociale. Un punteggio ESG inferiore a 50 indica una presa in considerazione insufficiente delle sfide ESG, mentre una nota superiore a 70 attesta che l’azienda segue le migliori pratiche in tutti i domini ESG.
  • Società a missione, Nomadia aiuta concretamente le aziende a padroneggiare i propri criteri ESG e a fondare le proprie azioni su dati affidabili grazie a strumenti che migliorano le condizioni di lavoro e la sicurezza dei professionisti itineranti, aumentando al contempo la loro produttività e riducendo la propria impronta ambientale.
  • Scoprite come le nostre soluzioni possono aiutarvi a conciliare durevolmente performance economica, performance operativa, performance sociale e performance ambientale.

Domande frequenti

FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia

Perché scegliere Nomadia?

Primo editore francese di soluzioni SaaS di Smart Mobility, Nomadia accompagna ogni giorno più di 175 000 professionisti sul campo. Le nostre soluzioni sono semplici da utilizzare, rapide da implementare e garantiscono un ritorno sull’investimento importante e immediato.
Forti dell’expertise di un editore-integratore e di una società di consulenza, i team di Nomadia vi forniscono un accompagnamento su misura, dalla consulenza sui dati al deployment di terminali mobili. Infine, il nostro supporto tecnico è a vostra disposizione 24h/24, 7 giorni su 7.

A chi si rivolgono le soluzioni Nomadia?

Le soluzioni Nomadia accompagnano la trasformazione digitale di tutti i professionisti itineranti: commerciali sul campo, autisti-corrieri, tecnici, auditor, personale sanitario, diagnosticatori, fornitori di servizi, addetti ai controlli, periti…
 
PMI e grandi aziende, le nostre soluzioni si adattano a tutte le dimensioni d’impresa e a tutti i settori di attività.

È possibile gestire più magazzini o depositi?

Sì, la nostra soluzione permette di gestire più magazzini o depositi. Centralizza i dati e ottimizza i giri o gli interventi per ciascuno di essi.

Esiste un limite al numero di punti nelle ottimizzazioni?

No, non esiste un limite rigido al numero di punti nelle ottimizzazioni. La nostra soluzione è in grado di gestire grandi quantità di punti e calcolare rapidamente itinerari ottimizzati.

Progetto, richiesta di dimostrazione o di prova gratuita?

nomadia logo

Geoconcept devient Nomadia

 Les marques Geoconcept évoluent
officiellement vers Nomadia

nomadia logo

Tour Solver devient
Nomadia TourSolver