ZFE, veicoli elettrici, bilancio carbonico: il punto sugli obblighi che vi attendono!
- 22/06/2026
- 14:36
20/05/2026 • Tempo di lettura: 3 min
Lucie Monnot
Responsabile Content Marketing
Sommaire
ZFE, veicoli elettrici, bilancio carbonico: il punto sugli obblighi che vi attendono!
La mobilità è una componente cruciale della vostra attività? Ecco le evoluzioni normative che si profilano e alle quali la vostra azienda deve prepararsi fin da ora per rimanere in conformità e poter operare durevolmente su tutto il territorio.
Due leggi principali hanno un’incidenza sul modo in cui le aziende gestiscono le proprie attività mobili e la propria transizione basso carbonio:
- la legge di Orientamento delle Mobilità (LOM), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 26 dicembre 2019, di cui nuove disposizioni devono entrare in vigore al 1° gennaio 2023;
- la legge Clima e Resilienza, derivante dai lavori della convenzione cittadina per il clima e pubblicata sulla GU il 24 agosto 2021, che mira ad accelerare la transizione ecologica della società e dell’economia francese e che, nel campo dei trasporti e della mobilità, introduce disposizioni complementari a quelle della legge LOM.
Decarbonizzazione progressiva delle flotte aziendali
Al fine di raggiungere la neutralità carbonica dei trasporti terrestri all’orizzonte 2050, la legge LOM impone alle aziende di integrare progressivamente nella propria flotta automobilistica una proporzione crescente di veicoli a basse emissioni di CO2 (100% elettrico o ibrido ricaricabile).
Ad oggi, questo obbligo riguarda unicamente le aziende che detengono un parco di più di 100 veicoli il cui PTT (peso totale a terra) è inferiore a 3,5 tonnellate, il che comprende le auto aziendali, le auto di servizio, nonché la maggioranza dei furgoni e altri veicoli utilitari leggeri.
Le quote da rispettare si applicano alla parte del parco oggetto di rinnovo, e non all’insieme della flotta, secondo il calendario seguente:
Nel 2022, i rinnovi di veicoli utilitari leggeri con un PTT superiore o uguale a 2,6 tonnellate non erano soggetti alla quota del 10%. Questa esenzione termina al 1° gennaio 2023.
In assoluto, nulla vi impedisce di elettrificare la vostra flotta a un ritmo più sostenuto, tanto più che il Parlamento europeo ha votato, il 22 giugno 2022, la fine della vendita dei veicoli diesel e benzina nuovi e di occasione dal 2035, ovvero 5 anni prima di quanto prevedeva fino ad allora la legge LOM. Se è ancora troppo presto per sapere se questa accelerazione si tradurrà o meno nella legge francese, la vostra azienda non corre grandi rischi anticipando il passaggio della propria flotta al tutto elettrico. Ciò si intende, ovviamente, a condizione che le categorie di veicoli elettrici di cui avete bisogno siano effettivamente disponibili sul mercato. Dovete in particolare vigilare affinché la loro autonomia sia adattata alle distanze percorse dai vostri collaboratori itineranti e ai tipi di territori sui quali operano. Ad esempio, se i vostri tecnici intervengono essenzialmente in zona rurale, dove la rete di colonnine di ricarica rimane lacunare, può essere più giudizioso optare per veicoli ibridi ricaricabili piuttosto che per veicoli elettrici con un’autonomia maggiore, significativamente più cari all’acquisto.
>>Se questa questione vi preoccupa e rallenta le vostre decisioni, vi ricordiamo che le soluzioni di pianificazione e ottimizzazione di Nomadia prendono in considerazione la localizzazione delle colonnine di ricarica pubbliche, l’autonomia dei veicoli elettrici e i loro tempi di carica nel calcolo dei giri.
Obbligo di installazione di colonnine di ricarica
La densità della rete di punti di ricarica è una condizione sine qua non dell’elettrificazione del parco automobilistico francese. Ciò che è vero per i privati lo è ancor di più per le aziende che non possono permettersi il rischio di vedere i propri veicoli di intervento e di servizio immobilizzati una parte del tempo per mancanza di un numero sufficiente di colonnine di ricarica. L’elettrificazione di una flotta aziendale va necessariamente di pari passo con l’installazione di colonnine di ricarica performanti nelle aree di parcheggio riservate ai veicoli dell’azienda.
Questo obbligo non è iscritto nella legge, ma rientra nel buon senso se si vuole massimizzare l’utilizzo dei veicoli elettrici professionali. Per contro, entro il 2025, la legge LOM impone alle aziende che dispongono di un parcheggio non residenziale di più di 20 posti, coperto o meno, di installare colonnine di ricarica nella misura di una colonnina minima ogni 20 posti di parcheggio. Questa misura mira in particolare a incoraggiare i dipendenti a passare anche loro all’auto elettrica per i propri tragitti casa-lavoro. Questo punto riveste un’importanza tanto maggiore in quanto questi tragitti dovranno ormai essere presi in considerazione nel bilancio carbonico delle aziende.
Integrazione obbligatoria dello scope 3 nel bilancio carbonico
Finora, le aziende tenute a realizzare un bilancio delle proprie emissioni di gas a effetto serra (Bilancio GES) per ciascuno dei propri stabilimenti con più di 500 dipendenti potevano limitarsi agli scope 1 e 2.
>> Per ricordare: lo scope 1 riguarda tutti i gas a effetto serra emessi direttamente dall’azienda (riscaldamento nei locali, emissioni dei veicoli di proprietà dell’azienda, ecc.); lo scope 2 copre le emissioni indirette legate ai consumi energetici (processi di produzione, ecc.).
A partire dal 1° gennaio 2023, la presa in considerazione dello scope 3 diventa obbligatoria nei bilanci GES. Lo scope 3 raggruppa tutte le altre emissioni indirette, in particolare il trasporto di merci e di materie prime a monte e a valle della produzione, e gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. Secondo l’ADEME, lo scope 3 rappresenta tra il 50% e il 60% delle emissioni totali di GES di un’azienda, e fino al 90% in certi settori.
Il decreto del 1° luglio 2022 che porta questo nuovo obbligo aumenta anche l’importo delle sanzioni rischiabili dalle aziende che non realizzano il proprio bilancio GES pur essendovi tenute. A partire dal 1° gennaio 2023, la sanzione massima sarà di 10 000 euro e del doppio in caso di recidiva, contro 1 500 euro in precedenza.
Aumento del numero di zone a basse emissioni
Nel quadro della legge Clima e Resilienza, tutte le agglomerazioni metropolitane di più di 150 000 abitanti hanno l’obbligo di mettere in atto delle Zone a Basse Emissioni Mobilità (ZFE-m) entro il 31 dicembre 2024. Ciò significa che, da 10 attuali, il numero di ZFE-m passerà a 43.
La messa in atto di queste ZFE si traduce in restrizioni o divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti dei privati e delle aziende, secondo il calendario nazionale seguente:
La legge non fissa una scadenza per le auto Crit’Air 2 (diesel recenti). Sono gli eletti a decidere il calendario. Un obiettivo prioritario è l’eliminazione del diesel nel 2030, sapendo che Strasburgo e Lione puntano al 2028. Il calendario della Città di Parigi/Metropoli del Gran Parigi è più ambizioso: i veicoli Crit’Air 4 non sono già più autorizzati a circolare nel perimetro delimitato dall’autostrada A86. Al 1° luglio 2023, il divieto sarà esteso ai veicoli Crit’Air 3 e, nel 2024, ai veicoli Crit’Air 2.
Queste restrizioni sono particolarmente vincolanti per le aziende che operano su territori che includono ZFE-m. Oltre a imporre di far evolvere le flotte automobilistiche a un ritmo sostenuto, queste misure vanno spesso di pari passo con la messa in atto, nei centri urbani densi/storici, di zone che escludono qualsiasi circolazione automobilistica a certe ore del giorno, il che può complicare considerevolmente le attività di consegna/ritiro e gli interventi in centro città.
>> Per aiutarvi nella pianificazione dei vostri giri, i nostri software di ottimizzazione prendono in considerazione il perimetro delle ZFE-m esistenti, nonché le normative locali che limitano l’accesso di certe categorie di veicoli a certe ore. Integreranno le future ZFE-m e zone di non circolazione man mano che vengono definite dalle collettività.
NB: la maggior parte delle misure della legge LOM e della legge Clima e Resilienza che si impongono alle aziende sono accompagnate da dispositivi di aiuti finanziari dello Stato e, in certi casi, delle collettività territoriali. I criteri di eleggibilità possono essere molto variabili, ma sono un prezioso sostegno per le aziende desiderose di agire in modo civico e responsabile di fronte alle sfide ambientali dei prossimi decenni.
Domande frequenti
FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia
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