Differenziazione alla fonte dei rifiuti organici: perché la vostra azienda è interessata?

16 dicembre 2024 • Tempo di lettura: 2 min

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Lucie Monnot

Responsabile Content Marketing

A partire dal 1° gennaio 2024, tutti i rifiuti organici prodotti in Francia dovranno essere differenziati alla fonte al fine di essere valorizzati. Facciamo il punto sulle implicazioni di questo nuovo obbligo che riguarda le famiglie nonché tutte le aziende, qualunque sia il loro settore di attività e i volumi di rifiuti organici che producono.

Sommaire

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Rifiuti organici, questi rifiuti che non lo sono!

Dal agosto 2021, il codice dell’ambiente definisce i rifiuti organici come «i rifiuti non pericolosi biodegradabili di giardino o di parco, i rifiuti alimentari o di cucina provenienti dalle famiglie, dagli uffici, dai ristoranti, dal commercio all’ingrosso, dalle mense, dai fornitori di catering o dai negozi al dettaglio, nonché i rifiuti comparabili provenienti dalle fabbriche di trasformazione di prodotti alimentari» [art L. 541-1-1].
 
In altre parole, i rifiuti organici comprendono tutti i prodotti e le materie di origine organica, che risultino o meno da un processo di trasformazione. Ciò va quindi dal torsolo di mela ai prodotti scaduti dell’industria alimentare, passando per gli oli vegetali esausti e le tosature del prato. Per quanto diverse siano, queste materie presentano un punto comune essenziale: possono essere valorizzate, sotto forma sia di fertilizzante (compostaggio) sia di biogas (metanizzazione) e, in una logica di economia circolare, passare così dallo statuto di «rifiuti da eliminare» a quello di risorse.
 
Ma, esattamente come è stato il caso per il riciclaggio del vetro e della carta, la valorizzazione dei rifiuti organici necessita la messa in atto di una filiera completa che assicuri la raccolta e la trasformazione dei prodotti, senza dimenticare l’organizzazione della loro distribuzione a valle. L’esistenza di una filiera strutturata condiziona infatti la rottura con le vecchie pratiche in vigore da decenni, vale a dire l’eliminazione dei rifiuti organici per incenerimento o per interramento. Questi due procedimenti sono inquinanti, emissivi di gas a effetto serra, consumatori di energia e di spazio e, oltre al loro pesante impatto ambientale, finanziariamente costosi per le collettività e l’insieme dei cittadini.

La tappa del 1° gennaio 2024: l'obbligo di differenziazione alla fonte per tutti

Una filiera di riciclaggio/valorizzazione può funzionare durevolmente solo se è sufficientemente e regolarmente rifornita di materia prima a monte, in l’occorrenza di rifiuti organici.
 
Con una produzione di rifiuti organici di 28,4 milioni di tonnellate all’anno (fonte ADEME), il giacimento non è prossimo all’esaurimento! Occorre ancora riuscire a mobilizzarlo mentre è estremamente diffuso poiché tutte le organizzazioni e tutti gli individui generano rifiuti organici. È tutta la sfida della differenziazione alla fonte e delle normative volte a generalizzarla.
>> Le prime disposizioni sull’obbligo di differenziazione alla fonte, provenienti dalla legge Grenelle 2 (2010) e dalla legge di transizione energetica per la crescita verde (2015), sono entrate in vigore nel 2016 e riguardavano allora solo le organizzazioni, aziende e collettività che producevano più di 10 tonnellate di rifiuti organici all’anno.
 
>> Il 1° gennaio 2023, la legge AGEC (legge anti-spreco per un’economia circolare) del 2020 ha esteso questo obbligo alle organizzazioni e ai professionisti che producono più di 5 tonnellate di rifiuti organici all’anno.
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>> Le 1er janvier 2024, l’obligation de tri à la source est généralisée à l’ensemble des ménages et des organisations, dès le premier kilo de biodéchets.

>> Il 1° gennaio 2024, l’obbligo di differenziazione alla fonte è generalizzato all’insieme delle famiglie e delle organizzazioni, dal primo chilo di rifiuti organici.
Grazie alla distribuzione di queste misure nel tempo, si può considerare che i più grandi produttori hanno già messo in atto i dispositivi necessari per assicurare la differenziazione alla fonte dei propri rifiuti organici in vista della loro valorizzazione. È in particolare il caso di:
  • l’industria agroalimentare, le fabbriche essendo incoraggiate a investire nella propria installazione di valorizzazione-energia quando i volumi lo giustificano;
  • la grande distribuzione, tenuta dalla legge anti-spreco a ridurre i propri volumi di rifiuti organici e a donare gli invenduti e le eccedenze ad associazioni di aiuto alimentare, sapendo che i distributori hanno ormai il divieto di rendere impropri al consumo alimenti ancora consumabili;
  • le collettività territoriali, che sono in prima linea in quanto produttrici dirette e indirette di rifiuti verdi e di rifiuti alimentari, e soprattutto perché è a loro che spetta proporre alle famiglie le soluzioni di differenziazione e raccolta dei rifiuti organici sull’insieme del loro territorio.
 

Ottimizzate i vostri giri di riciclaggio dei rifiuti per rispondere alla nuova normativa! La nostra soluzione aiuta i nostri clienti a rispettare queste nuove esigenze in modo efficace e redditizio.

 

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La prossima tappa, quella del 1° gennaio 2024, rappresenta una sfida poiché implica, da un lato, un dispiegamento effettivo dei mezzi di differenziazione e raccolta all’altezza dei volumi da trattare e, in parallelo, altrettanto essenziale, il cambiamento di comportamento da parte dei «piccoli» produttori. Sapendo che, nonostante gli incentivi e le campagne di comunicazione, i rifiuti organici rappresentano ancora il 38% del contenitore delle famiglie (fonte ADEME), si capisce che l’obiettivo del 100% di differenziazione alla fonte non sarà raggiunto dall’oggi al domani.

Solo un altro contenitore? Cosa accadrà concretamente?

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Cosa accadrà concretamente nella vostra azienda il 1° gennaio 2024 se fate parte dei «piccoli produttori» di rifiuti organici che devono attuarne la differenziazione alla fonte?
 
Anzitutto, dovete sapere che il comune dove siete insediati non ha l’obbligo di fornirvi una soluzione.
 
È tenuto a farlo per le famiglie, cosa che molti di essi hanno anticipato da molto tempo, tipicamente distribuendo compostatori individuali o installando punti di conferimento volontario.
 
Certe collettività hanno tuttavia esteso il dispositivo alle aziende e ai professionisti, a condizione di volume. Prima ancora di informarvi sull’eleggibilità della vostra azienda alle attrezzature di differenziazione e ai servizi di raccolta messi in atto dall’autorità incaricata della gestione dei rifiuti sul vostro territorio (comune o sindacato intercomunale), fate lo sforzo di identificare, qualificare e quantificare i vostri rifiuti organici.
Se nessun dispositivo pubblico esiste, spetta a voi cercare presso un’azienda specializzata nella raccolta e/o valorizzazione dei rifiuti la soluzione adattata ai tipi e volumi di rifiuti organici che producete. In tutti i casi, questa soluzione si materializzerà nei vostri locali, uffici, atelier e altre installazioni con l’apparizione di contenitori o bidoni dedicati ai rifiuti organici, generalmente forniti dal prestatore scelto. Tuttavia, attenzione! Ciò ha senso solo se questi contenitori sono effettivamente utilizzati, da cui l’importanza di sensibilizzare TUTTI i vostri dipendenti alle sfide della differenziazione sistematica dei rifiuti organici, anche se questi ultimi si limitano nel vostro caso agli avanzi dei pranzi consumati sul posto e ai sacchetti del tè… Sapendo che la messa in atto di una raccolta separata dei rifiuti organici ha un costo per la vostra azienda (in media 780 euro per tonnellata secondo l’ADEME, ma 1210 €/tonnellata per i piccoli produttori), tanto vale fare le cose bene e imparare a mettere nei contenitori dedicati solo ciò che può essere valorizzato!
 
La qualità della differenziazione alla fonte condiziona il seguito delle operazioni, quelle che saranno realizzate dal vostro prestatore o dalla collettività da cui dipendete. Determina in particolare i volumi reali di rifiuti organici da raccogliere su ogni territorio e, di conseguenza, la frequenza delle raccolte e l’organizzazione dei giri dei prestatori. Da Nomadia, siamo ben posizionati per saperlo: queste aziende si appoggiano sulle nostre soluzioni software per razionalizzare e ottimizzare i propri giri di raccolta. Riducono così i chilometri percorsi, il numero di camion assegnati ai giri e le emissioni di CO2 che ne risultano, il che contribuisce alla viabilità economica e ambientale della filiera di trattamento e valorizzazione dei rifiuti organici.
>> Portate, anche voi, la vostra pietra all’edificio facendo della differenziazione dei vostri rifiuti organici una priorità del vostro programma RSE per questa fine del 2023. Lanciando il vostro progetto ora, in quanto piccolo produttore, ci sono tutte le possibilità che siate completamente pronti il 1° gennaio 2024!
 

La gestione dei rifiuti organici è cruciale nel settore del riciclaggio, ed è essenziale prepararsi al più presto per rimanere competitivi e rispettare le norme legali. La nostra soluzione di ottimizzazione dei giri è specificamente concepita per aiutare le aziende di riciclaggio dei rifiuti a affrontare questa sfida.

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Domande frequenti

FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia

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