Impatto ecologico: la morsa si stringe attorno ai veicoli più inquinanti [1/2]
11 febbraio 2021 • Tempo di lettura: 4 min
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In città, per la consegna dell’ultimo miglio, come per il trasporto a lunga distanza, le normative sulle emissioni di CO2 si inaspriscono e incentivano gli attori del trasporto di merci a passare a energie decarbonizzate. Ma il rinnovo delle flotte è lento. Contro ogni aspettativa, la crisi del Covid-19 potrebbe accelerare la transizione energetica del settore!
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Fonte: FNTR / Centre interprofessionnel technique d’études de la pollution atmosphérique (CITEPA) – Luglio 2020
Grazie a questi sforzi e al concorso attivo dei costruttori, tanto per abbassare i consumi di carburante quanto per ridurre le emissioni inquinanti, il 69% del parco di camion francesi in circolazione nel 2018 era conforme alla norma Euro VI, la più esigente riguardo alle emissioni di inquinanti per i veicoli pesanti.
La sfida della decarbonizzazione
- Il parco di veicoli pesanti conta poco più di 600 000 veicoli, e il parco di VCL poco più di 6 milioni, di cui una maggioranza di furgoni (78%).
- Il 50% dei veicoli pesanti ha meno di 6 anni, ma le differenze sono importanti tra i camion e i trattori stradali.
- Soprattutto, il 95% degli utilitari e il 99% dei veicoli pesanti circolano ancora a diesel!
Il GNV, 1a alternativa al gasolio?
Per contro, nel costo d’uso al chilometro esclusa manutenzione, il GNC è interessante: “Con il gas, consumiamo circa il 15% in meno di un diesel e il gas è anche meno caro. Abbiamo quindi globalmente un’economia al km tra il 15 e il 20% sul carburante.” Da cui la sua conclusione: “Se si cerca solo l’economia, il GNV/GNC non è il settore giusto. Per noi, questa scelta si inscrive in un vero approccio eco-responsabile: emettiamo meno CO2 e soprattutto meno particelle fini che sono un flagello per noi e per la natura.“**
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