Ultimo miglio: 7 soluzioni efficaci per raggiungere zero insuccessi di consegna
- 21/07/2026
- 15:04
Tempo di lettura: 2 min
Responsabile Content Marketing
Sommaire
Fino al 40% di insuccesso alla prima presentazione!
- più chilometri percorsi e gas a effetto serra emessi per in fine consegnare meno pacchi e avere clienti meno soddisfatti…
- penali da parte degli e-commercianti e altri committenti per non rispetto delle condizioni/tempi di consegna annunciati ai loro clienti finali…
- margini ancora più ridotti poiché, sebbene il mercato dell’ultimo miglio sia in piena espansione e i committenti fatichino a mettere in sicurezza le capacità di cui hanno bisogno, la concorrenza sui prezzi e i tempi vi è aspra.
Il calo delle consegne a domicilio non è all'ordine del giorno
L’esplosione delle consegne a domicilio è il corollario dell’evoluzione dei modi di consumo e, in particolare, del ricorso crescente dei privati all’e-commerce. Questo è attestato in Francia, trimestre dopo trimestre, dall’Osservatorio degli usi Internet di Médiamétrie: nel 1° trimestre 2019, 38,8 milioni di francesi (ovvero l’88,2% degli internauti) avevano già acquistato online almeno una volta nella loro vita – contro 36,6 milioni (82,7% degli internauti) due anni prima (T1 2017).
Che i privati siano sempre più numerosi ad acquistare online è una cosa, ma ciò che ha il maggior impatto sulla logistica è che lo fanno sempre più frequentemente per ordini il cui importo unitario non smette di diminuire :
| 2013 | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | Variazione 2013-2017 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Numero medio di acquisti online per acquirente e per anno | 18 | 20 | 23 | 28 | 33 | +83% |
| Importo medio di un ordine online | 84€ | 81€ | 78€ | 70€ | 66€ | -21% |
| Spesa annuale media per acquirente | 1515€ | 1625€ | 1780€ | 1960€ | 2178€ | +44% |
Fonte: Fevad (Federazione e-commerce e vendita a distanza), Cifre chiave 2014, 2015, 2016, 2017, 2018.
Si osserva inoltre che la proporzione di internauti che acquistano online almeno una volta al mese è passata dal 58% nel 2016 al 65% nel 2017 (+12%). Niente indica che questa tendenza debba invertirsi nei prossimi anni, tanto meno poiché:
- gli abbonamenti del tipo Amazon Prime, che includono la consegna gratuita in 1 giorno lavorativo per un numero illimitato di ordini, incontrano un vivo successo presso i consumatori e li incitano a moltiplicare gli ordini. Nel 2018, il 34% degli acquirenti online dichiarava di essere abbonato a un servizio di consegna di questo tipo (Fevad). Ne risulta una moltiplicazione dei pacchi di piccola dimensione.
- la consegna gratuita o a prezzo ridotto in punto di ritiro, proposta da sempre più e-commercianti, gioca anche a favore della moltiplicazione degli ordini e dei pacchi.
Tuttavia, nonostante la diversificazione delle opzioni di ritiro degli ordini e la loro innegabile progressione, la consegna a domicilio (o sul luogo di lavoro) resta la soluzione più apprezzata dai consumatori :
| 2013 | 2014 | 2015 | 2016 | 2017 | Variazione 2013-2017 | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Consegna a domicilio | 80% | 83% | 86% | 85% | 88% | +10% |
| Consegna in punto di ritiro | 57% | 66% | 68% | 85% | 86% | +51% |
| Ritiro in negozio | 23% | 26% | 25% | 36% | 38% | +65% |
| Consegna in locker/cassetta | 1% | NC | 8% | 11% | 12% | +1200% |
Percentuale di e-acquirenti che hanno utilizzato questa modalità di consegna nell’anno
Fonte: Fevad (Federazione e-commerce e vendita a distanza), Cifre chiave 2014, 2015, 2016, 2017, 2018.
Conseguenza di queste evoluzioni, il numero di pacchi generato dall’e-commerce è passato da 450 milioni nel 2015 a 505 milioni nel 2017, ovvero una progressione del 12% (Fevad). In Europa, mentre rappresenta, a seconda dei paesi, solo dal 5 al 10% del commercio al dettaglio (escluso alimentare), l’e-commerce è già all’origine dal 20 al 30% del totale delle consegne realizzate in città (27% in Île-de-France). Potremmo quindi avvicinarci rapidamente al 36% raggiunto a New York – la Poste, attore principale della logistica dell’ultimo miglio, stimando che « la volumetria dei pacchi legati all’e-commerce e consegnati in città dovrebbe continuare ad aumentare di circa il 7% all’anno » per ancora qualche anno.
In questo contesto, le difficoltà di consegna al domicilio dei privati hanno buone probabilità di aumentare, spingendo più che mai le collettività territoriali a reagire e obbligando gli attori dell’ultimo miglio a ricercare soluzioni per ottimizzare i loro giri e ridurre drasticamente il loro tasso di insuccesso di consegna alla prima presentazione.
Su cosa agire in priorità per ridurre il tasso di insuccesso?
- La qualità e la precisione insufficienti delle informazioni di cui il corriere dispone sull’indirizzo di consegna (localizzazione, accessibilità). In effetti, «una volta su due, la mancata consegna a un privato è più legata a un indirizzo falso o incompleto, a coordinate telefoniche o elettroniche assenti o errate, a un codice di accesso a una residenza sicura sconosciuto, che all’assenza stessa dell’internauta».
- La difficoltà di proporre fasce orarie adatte ai clienti e di rispettare gli orari annunciati quando la loro presenza è indispensabile per ricevere il pacco (per ragioni di dimensione o di consegna contro firma).


Spostamento di un indirizzo su una mappa satellitare
100% di riuscita alla prima presentazione, è possibile!

Domande frequenti
FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia
Perché scegliere Nomadia?
A chi si rivolgono le soluzioni Nomadia?
È possibile gestire più magazzini o depositi?
Sì, la nostra soluzione permette di gestire più magazzini o depositi. Centralizza i dati e ottimizza i giri o gli interventi per ciascuno di essi.
Esiste un limite al numero di punti nelle ottimizzazioni?
No, non esiste un limite rigido al numero di punti nelle ottimizzazioni. La nostra soluzione è in grado di gestire grandi quantità di punti e calcolare rapidamente itinerari ottimizzati.


