Cyber-resilienza: proteggersi non basta più
- 19/06/2026
- 11:36
Tempo di lettura: 2 min
Responsabile Content Marketing
Sommaire
Più che mai indispensabile: proteggersi
Identificare e soprattutto quantificare i rischi
Vigilare sui fondamentali della cybersicurezza
Dalla cybersicurezza alla cyber-resilienza
Se la cybersicurezza ha per oggetto identificare, prevenire e minimizzare i rischi, la cyber-resilienza effettiva di un’azienda si misura, a posteriori, dalla sua capacità di riavviare nel minor tempo possibile o, meglio ancora, di continuare a operare quando il rischio si è materializzato. Questa attitudine non si improvvisa! Si costruisce, si coltiva e non va senza la messa in atto, per la totalità delle attività, di un piano di ripresa da sinistro (o DRP, Disaster Recovery Plan) che fa intervenire due nozioni fondamentali.
Domande frequenti
FAQ – Le domande più frequenti sulla cyber-resilienza
Come integrare la cyber-resilienza in una strategia di mobilità sul campo?
La cyber-resilienza di un’organizzazione sul campo inizia dalla scelta di un editore la cui architettura è progettata per resistere e riprendersi. Con Nomadia, beneficiate di una piattaforma SaaS sovrana, certificata e resiliente, di applicazioni mobili capaci di funzionare offline, di una gestione degli accessi granulare e di un supporto esperto disponibile in permanenza, per fare in modo che i vostri team sul campo non siano mai il punto cieco della vostra strategia di cybersicurezza.
Come gestisce Nomadia gli accessi ai dati sensibili dei team sul campo?
Le soluzioni Nomadia applicano una gestione dei diritti di accesso granulare: ogni utente accede solo ai dati strettamente necessari alla propria missione. Le connessioni sono protette, le sessioni tracciate e gli accessi ai back-office protetti da meccanismi di autenticazione forte. In caso di perdita o furto di un terminale mobile, sono disponibili procedure di revoca a distanza per proteggere i dati sensibili.
Dove sono ospitati i dati delle soluzioni Nomadia?
I dati sono ospitati esclusivamente in Europa, in centri dati situati a Dublino e Amsterdam, operati nel quadro di un cloud ibrido sovrano. Questa architettura garantisce la residenza dei dati sul territorio europeo, la conformità alle normative vigenti (GDPR, Data Act) e una resilienza rafforzata grazie alla ridondanza geografica delle infrastrutture.
Cos'è concretamente la cyber-resilienza?
La cyber-resilienza è la capacità di un’organizzazione di assorbire un incidente di cybersicurezza (ransomware, intrusione, fuga di dati) senza interrompere durevolmente le proprie operazioni critiche. Si basa su tre pilastri: resistenza (limitare la superficie di attacco), resilienza (mantenere i servizi essenziali durante l’incidente) e ripresa (ripristinare rapidamente l’ambiente nominale). Per i team sul campo, ciò significa che tecnici, corrieri e commerciali continuano a operare anche in caso di incidente informatico.
Come protegge Nomadia i dati dei propri clienti?
Le soluzioni Nomadia si basano su un’architettura cloud ibrida sovrana che combina Microsoft Azure e l’hosting provider francese Stelogy, con dati ospitati esclusivamente in Europa. La sicurezza è integrata nativamente nell’architettura: cifratura dei dati, compartimentazione degli ambienti, backup quotidiani e tracciabilità completa degli accessi. Nomadia è certificata ISO 27001, lo standard internazionale di riferimento in sicurezza dei sistemi informativi.

