È tempo di accelerare la decarbonizzazione delle vostre attività!

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Lucie Monnot

Responsabile Content Marketing

Mentre sempre più aziende realizzano volontariamente il loro bilancio carbonico, vi spieghiamo come farne una leva d’azione e avanzare concretamente nella riduzione delle vostre emissioni di CO2 e nella decarbonizzazione delle vostre attività.
 
Il governo moltiplica gli appelli alla sobrietà energetica, in particolare in direzione delle aziende. Se questi appelli mirano anzitutto a limitare l’esposizione del paese ai rischi di penuria di gas e di elettricità, evidenziano l’estrema dipendenza della nostra economia dalle energie carbonizzate e l’urgenza di avanzare sulla via della decarbonizzazione, per ragioni tanto di sovranità quanto di lotta contro il cambiamento climatico. Al servizio di questi due obiettivi inseparabili, le aziende dispongono di un prezioso strumento: il bilancio carbonico, a condizione di realizzarlo secondo le regole e di farne uno strumento di progresso, e non un fine in sé.

Sommaire

Scope 3 bilan carbone entreprises concernées

Bilancio carbonico, il punto di partenza indispensabile

Per il momento in Francia, l’obbligo di realizzare un bilancio delle emissioni di gas serra (Bilan GES) riguarda unicamente gli stabilimenti con più di 500 dipendenti (250 nei territori d’oltremare). Questo bilancio deve inoltre essere rinnovato ogni quattro anni e pubblicato su un sito dedicato dell’ADEME, accompagnato da un piano di transizione che descrive, da un lato, le azioni attuate e i risultati ottenuti dal precedente bilancio e, dall’altro, le azioni e i mezzi previsti per i quattro anni successivi.
 
È interessante notare che sempre più aziende si impegnano in questo processo pur non essendovi obbligate. È il caso di un numero crescente di PMI che non aspettano che la legge le costringa a ridurre le proprie emissioni di GES e, più in generale, l’impatto delle proprie attività sull’ambiente. Attraverso questo impegno volontario, non si limitano ad anticipare le evoluzioni normative future. In realtà, mettono in atto le condizioni della propria competitività e attrattività in un mondo dove la performance non si valuta già più soltanto secondo criteri finanziari, ma anche in termini di responsabilità sociale e ambientale.
 
In ogni caso e qualunque sia il settore e la dimensione dell’azienda, la realizzazione di un primo bilancio carbonico è una fase iniziale indispensabile per sapere da dove parte l’azienda e determinare su cosa deve agire in via prioritaria per ridurre durevolmente la propria impronta carbonica.

Un asse prioritario: ridurre le emissioni legate al trasporto

I domini in cui un’azienda può agire per migliorare la propria impronta carbonica variano considerevolmente secondo la propria attività e il tipo di energia che consuma. Tuttavia, in un paese dove, nonostante le difficoltà attuali, l’elettricità rimane maggioritariamente di origine nucleare (e quindi decarbonizzata), il settore su cui qualsiasi azienda può intervenire per ridurre significativamente le proprie emissioni di CO2 è il trasporto.
 
>>In Francia, il trasporto è il settore che emette più GES. È responsabile del 28,7% delle emissioni nazionali, di cui non meno del 94,7% sono imputabili al trasporto stradale a causa del peso schiacciante delle motorizzazioni termiche, tanto nel trasporto di persone che di merci.
transport management system compressed
 
Se lavorare in questo senso si è da tempo imposto come un’evidenza alle aziende per cui il trasporto è il core business, quelle la cui attività si basa in tutto o in parte su team mobili hanno anch’esse interesse ad affrontare la questione. Sono molto più numerose e diverse di quanto si possa immaginare! Si stima infatti che il 40% dei Francesi siano mobili nell’ambito del proprio lavoro, di cui il 27% perché il loro impiego è mobile per natura (corrieri, autisti, taxi, autisti di ambulanza…) e il 13% perché il loro mestiere necessita spostamenti quotidiani. È il caso dei commerciali, dei tecnici che intervengono presso i clienti per prestazioni di installazione o manutenzione, degli esperti e diagnosticatori immobiliari, ecc. Senza dimenticare tutti i mestieri di assistenza domiciliare e di servizi alla persona.
 
Nell’ambito di un bilancio GES “semplificato” (scope 1 e 2), tutti gli spostamenti indotti da queste attività rientrano nel calcolo delle emissioni dirette dell’azienda (scope 1) e ciò, che i tragitti siano effettuati in veicoli di proprietà dell’azienda o dei dipendenti. Per un bilancio davvero completo, l’ADEME raccomanda tuttavia vivamente alle aziende di tenere conto anche delle emissioni di GES rientranti nello scope 3 che, tra le altre emissioni indirette, copre gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti.

Passare all'elettrico, la soluzione migliore?

Tra le soluzioni proposte alle aziende per ridurre le proprie emissioni dirette di GES legate al trasporto, il passaggio all’elettrico è quello più frequentemente evidenziato. È effettivamente il mezzo più radicale per decarbonizzare il trasporto. La transizione delle flotte aziendali verso il 100% elettrico è una soluzione del tutto pertinente per le flotte di auto. È tanto più accessibile in quanto numerosi aiuti dello Stato e delle collettività territoriali possono essere mobilitati per alleggerire la fattura.
 
Attenzione però: da un anno, il balzo del prezzo della benzina e del diesel ha accelerato la transizione dei parchi di auto aziendali verso l’elettrico. I costruttori faticano a rispondere all’aumento della domanda e devono far fronte a una persistente penuria di semiconduttori che allunga considerevolmente i tempi di consegna.
 
Per contro, per le flotte di camion e utilitari, l’elettrificazione rimane problematica. Sebbene stia migliorando, l’offerta di motorizzazione elettrica in queste categorie non è ancora all’altezza delle aspettative delle aziende, in particolare in termini di autonomia e prezzo. Questo spiega in gran parte perché, nel 2022, il 99% dei camion pesanti circola ancora a diesel.

Ottimizzazione degli spostamenti, una leva sottovalutata

La focalizzazione attuale sull’elettrificazione dei parchi circolanti mette in secondo piano una pista di riduzione delle emissioni di GES tuttavia accessibile a tutte le aziende: l’ottimizzazione degli spostamenti, anzitutto dei giri professionali. L’ottimizzazione consiste nel razionalizzare gli spostamenti e i giri dei team mobili in modo da ridurre il numero di chilometri percorsi e, di conseguenza, i consumi di carburante e le emissioni di CO2 dei veicoli termici.
 
>>Le aziende che ottimizzano i propri giri appoggiandosi sulle soluzioni software di Nomadia riducono dal 10% al 30% il numero di chilometri percorsi dai propri collaboratori, nonché le proprie emissioni di CO2.
 
>>Grazie a una migliore organizzazione dei giri nello spazio e nel tempo, aumentano dal 15% al 30% il numero di interventi o appuntamenti che un collaboratore itinerante è in grado di effettuare ogni giorno.
Optimiser gestion bons intervention maintenance
>>La razionalizzazione dei territori e settori di intervento permette loro inoltre di utilizzare meglio il proprio parco veicoli e persino, in certi casi, di ridurlo, offrendo al contempo ai propri collaboratori mobili migliori condizioni di lavoro.
 
Ciò significa che dotandovi di una soluzione di ottimizzazione, potete fare economie immediate e guadagni di produttività sostanziali, riducendo significativamente le vostre emissioni di CO2 legate al trasporto e agli spostamenti. E se, in parallelo, decidete di modernizzare la vostra flotta passando all’elettrico, le nostre soluzioni sanno tener conto di questa evoluzione, ad esempio integrando nel calcolo dei giri la localizzazione delle colonnine di ricarica e i tempi di ricarica.

E le emissioni indirette?

In un approccio globale di decarbonizzazione del trasporto, le aziende devono anche fare sforzi per ridurre le emissioni indirette, tipicamente quelle associate agli spostamenti casa-lavoro. Il telelavoro fa parte delle soluzioni più facili da attuare, ma ovviamente non riguarda tutti i posti di lavoro.
 
Obbligatorio per le aziende con più di 50 dipendenti, la messa in atto di un Piano di Mobilità Datore di Lavoro (PDME) permette alle aziende di favorire l’adozione di modalità di trasporto alternative all’auto individuale. Il Sussidio di Mobilità Sostenibile permette ai dipendenti di beneficiare di un aiuto finanziario del datore di lavoro nel momento in cui privilegiano per i tragitti casa-lavoro mezzi di trasporto decarbonizzati o meno emissivi di CO2 rispetto all’auto individuale: trasporti pubblici, bicicletta con o senza assistenza elettrica, monopattino, carpooling e car-sharing.
 
Punto non trascurabile, le aziende che incoraggiano queste pratiche beneficiano di esenzioni fiscali e di contributi sociali fino a 600 euro all’anno per dipendente.

Partire su buone basi

Qualunque siano le piste considerate dalla vostra azienda per ridurre le proprie emissioni di CO2 legate al trasporto, la realizzazione di un bilancio GES si impone per validarne la pertinenza e mettere in atto un vero piano di transizione. Per stabilire il vostro bilancio secondo le regole, avete bisogno dei dati dettagliati sul vostro parco veicoli e sul suo utilizzo. Le nostre soluzioni centralizzano questi dati e li aggiornano progressivamente in modo da fornirvi una stima delle vostre emissioni di CO2 globali o, per un approccio più mirato, per giro, per veicolo, per gruppo di veicoli, ecc.
 
Ma non è tutto! Al fine di semplificarvi la vita, Nomadia fa squadra con Sami, la piattaforma che dà alla vostra azienda la possibilità di “fare la propria parte per il clima” realizzando il proprio bilancio carbonico secondo la metodologia Bilan Carbone® e mettendo in atto un piano d’azioni su misura.

Domande frequenti

FAQ – Le domande più frequenti su Nomadia

Perché scegliere Nomadia?

Primo editore francese di soluzioni SaaS di Smart Mobility, Nomadia accompagna ogni giorno più di 175 000 professionisti sul campo. Le nostre soluzioni sono semplici da utilizzare, rapide da implementare e garantiscono un ritorno sull’investimento importante e immediato.
Forti dell’expertise di un editore-integratore e di una società di consulenza, i team di Nomadia vi forniscono un accompagnamento su misura, dalla consulenza sui dati al deployment di terminali mobili. Infine, il nostro supporto tecnico è a vostra disposizione 24h/24, 7 giorni su 7.

A chi si rivolgono le soluzioni Nomadia?

Le soluzioni Nomadia accompagnano la trasformazione digitale di tutti i professionisti itineranti: commerciali sul campo, autisti-corrieri, tecnici, auditor, personale sanitario, diagnosticatori, fornitori di servizi, addetti ai controlli, periti…
 
PMI e grandi aziende, le nostre soluzioni si adattano a tutte le dimensioni d’impresa e a tutti i settori di attività.

È possibile gestire più magazzini o depositi?

Sì, la nostra soluzione permette di gestire più magazzini o depositi. Centralizza i dati e ottimizza i giri o gli interventi per ciascuno di essi.

Esiste un limite al numero di punti nelle ottimizzazioni?

No, non esiste un limite rigido al numero di punti nelle ottimizzazioni. La nostra soluzione è in grado di gestire grandi quantità di punti e calcolare rapidamente itinerari ottimizzati.

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